Mauro's profileUomo invisibilePhotosBlogLists Tools Help

Blog


    March 30

    Scrivere, scrivere, scrivere

    Non ricordo dove, ma diversi mesi fa lessi da qualche parte (forse in una poesia di Bukowski) che se non senti dentro di te un desiderio irrefrenabile, in grado d'impedirti di mangiare, di bere, di pensare... allora non scrivere. Non pensare neanche di farlo. Leggi, studia, esci, fai una telefonata, guarda la tv, gioca a qualcosa.
    Ebbene, secondo me Bukowski ha torto. Perchè, ragionando come lui, si partirebbe dal presupposto che la letteratura nasca da un'ispirazione, "altra" da noi. Una forza inconscia che prende il sopravvento. Io non la vedo esclusivamente così. Di certo credo che tra poeta e profeta non ci sia molta differenza, ma credo anche che la letteratura possa essere un modo per liberarsi del proprio corpo in maniera consapevole, volendo fermamente farlo, contro qualsiasi rigetto che possa provocare il porsi di fronte ad un pc, ad una macchina da scrivere o ad un semplice pezzo di carta. Vincere quel muro iniziale ti rende libero. Quando inizi a leggere i tuoi pensieri, quando li vedi al di fuori delle tue sinapsi e puoi misurarli, soppesarli, sentirne perfino l'odore, allora ti rendi conto che esisti. Questo è il mio modo per capire che esisto: dare forma ai miei pensieri. Né più né meno di come si fa adesso con YouTube e company, dove il mettere in rete un proprio video o una propria immagine ti da la certezza di essere vivo, affidando ad una macchina ciò che la tua mente poteva trasformare in ricordi e sensazioni. Magari, in un prossimo futuro, le migliaia di ragazzi che guarderanno loro stessi in quelle foto o in quei video non si riconosceranno, oppure non si ricorderanno neanche di esser stati lì. Invece di vivere il momento, lo cristallizziamo e lo mettiamo da parte. La più grande minaccia che incombe sulle nostre teste è quella dell'Eterno Presente, potremmo dunque dire.
    Stream of Consciusness? Flusso di pensieri? No, non esistono gli streams, sono solo puttanate inventate da un certo Joyce. La mente è sempre all'erta, sempre sveglia, pondera e calcola tutto, censura e autocensura sé stessa. Scrivo, ogni tanto, perché fa bene. Mi toglie dallo stato di perenne accidia! Mi fa agire, arendtianamente parlando.
    March 02

    Certe parole cambiano

    Certe parole cambiano.
    Le vedi un giorno brillare
    innalzate al cielo stellato
    come fiaccole d'una processione.
    Forti e pure, ti sembrano vere.
    Un altro invece le vedi cadere
    debolmente dalle labbra
    e frantumarsi a terra.
    Eppure... sono sempre le stesse.
    Ma tu sai dirmi che senso ha
    bussare forte e poi coprirsi le nocche
    per attutire la propria paura?