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    November 30

    Boh

    Sei quell'ultimo punto
    il mio unico appiglio
    tra persone che parlano
    e pensano e chiedono
    Tra persone che ti sorridono
    per stare insieme a te
    e poi svaniscono
    e ti fanno sentire inutile
    Sono quelle persone
    che guardano i propri interessi
    e se dovesse cadere il mondo
    loro si scanserebbero
    Anche tu un giorno svanirai
    ma so che non m'avrai usato
    e rimarrai senza cambiare
    la maschera che portavi
     
    Non so più che scrivere, sono vuoto. E allora canto ciò che vedo, e che soffro.
     
     
    November 23

    Sfogo sotto mentite spoglie

    E' il diluvio che cade dentro me, e non quello che batte sui vetri della mia finestra a far rumore.
    Gianni aveva ragione a dirmi di smetterla di seguirti, di telefonarti, di immaginarti, di sognarti. Ma posso io, piccolo e stupido essere di questo minuscolo pianeta andare contro ciò che sono? Non prendiamoci in giro, ho fatto quello che ho fatto e detto quello che ho detto perchè l'ho voluto, e adesso ne pago le conseguenze, senza rimpianti. 
    "E allora soffri, scemo" mi disse Gianni, e ancora una volta aveva ragione. Sto soffrendo e lo so, ma non me ne vergogno, perchè se sto male significa che esisto, che sono vero. Se t'ho amata più di me stesso significa che avevo ragione, perchè ero dalla parte giusta, dalla parte della purezza, del sentimento, del cuore. Io ero la verità stessa quando t'amavo. Adesso ti odio con la stessa forza, ma non smetto d'aver ragione. Il sentimento è inverso, ma è ugualmente vero e reale. Persino le lacrime, che paiono identiche, hanno un un sapore diverso. Ho dato io stesso alle mie lacrime un diverso gusto, più amaro, forse, ma più divertente. 
    Ma perchè ancora ti parlo, ancora ti chiedo le cose, quando neanche leggi quello che scrivo? Perchè dovrei dirti, o anche accennare, ai posti visti insieme, alle risate e alle parole scambiate camminando sottobraccio o ai baci che ci davamo facendo l'amore? Vuoi saperlo? Te lo dico così lo confesso anche a me stesso: lo faccio perchè tuttora non so dimenticarti, e m'accorgo di comportarmi in un modo che ho sempre ridicolizzato negli altri: mi piango addosso. Già, come ultimo tocco d'artista mi piango addosso ripensando a te, ai tuoi occhi profondi, alle tue mani, ai tuoi capelli ed al tuo odore, che sento ancora dappertutto. Lo sento su di me, sul letto, nell'auto, ovunque. Ma non credo di essere patetico, sai? Ho finalmente provato, sbattuto la testa in prima persona su una faccenda del genere e ho capito che nessuno, me compreso, deve essere considerato tale in situazioni simili. Per il semplice motivo che io t'ho VERAMENTE amata, e tu chissà se l'hai mai saputo, presa dai tuoi pensieri, dal tuo egoismo, dal tuo orgoglio e dal tuo arrivismo. Presa com'eri dal riversare su di me i tuoi problemi ed elevarmi su d'un piedistallo un giorno e farmi crollare il giorno dopo. Oppure chissà, adesso mi sta venendo in mente che tu potresti averlo sempre saputo e che ti ci sia divertita. Ma se anche fosse così, cosa potrebbe importare ormai? E' vero, adesso lo so, che quando si ama una persona si riesce a diventare volentieri anche un verme, pur di non perderla. Pur di poterla abbracciare, toccare, condividerne i pensieri e l'intimità. Pur di averne, o sfiorarne, l'anima. E se c'è un solo errore che hai commesso in questo enorme e tragico gioco, è proprio quello d'aver finto di donarmi l'anima.
    Ti amavo e ora ti odio, ma presto anche questo sentimento si spegnerà per lasciare il posto ad un silenziosa e vuota indifferenza.
     
    Te lo prometto. 
    November 18

    Amo il sole

    Amo il sole quando muore
    perchè lo puoi guardare
    senza chiudere gli occhi
    Lo amo quando si spegne
    perchè dipinge le nuvole
    meglio di qualsiasi pittore
    E lo amo quando non c'è
    perchè tutto diventa freddo
    e perde il proprio colore
    Tranne te
     
    November 12

    Piangi

    Come il muschio d'inverno
    che nasce ed è già morto
    Come quelle boccate di fumo
    che volano via senza far rumore
    Piangi nel più completo silenzio
    Piangi e ti basta questo
    Ma sai dirmi che senso ha
    piangere per chi non sa vederti?
     
     
     
     
     
    November 03

    Una mano

    Di tante favole che sognavi
    te n'è rimasta solo una
    E' quella della mano
    che voleva sfiorar la luna
    Era una mano che desideravi
    sin da quando eri bambina
    Una mano che potesse consolarti
    ma che non fosse troppo vicina
    Soltanto una mano che potesse amare
    ogni momento della tua vita
    Che potesse tenerti stretta
    ed incrociar le tue piccole dita
    Chissà, magari domani camminando
    per strada l'incontrerai
    La vedrai protesa a quel nero cielo
    che non hai ammirato mai
    E forse finalmente t'accadrà
    di non guardar la sua bianca pelle
    Ma d'alzare gli occhi
    e sorridere alle solitarie stelle
    November 01

    In silenzio... una storia

     
    Oggi è il 1° Novembre, ed inizia il mio mese preferito dell'anno. Oggi, senza una motivazione particolare, ho deciso di raccontarvi una storia diversa dal solito, e mi auguro che chiunque la legga la gradisca:
     
    C'era una volta un ragazzo di nome K. K era di buona famiglia, era ben educato e molto timido. La sua timidezza era dovuta in parte alla sua indole, in parte per aver avuto un infanzia abbastanza difficile. Quando era piccolo, infatti, veniva spesso deriso perchè era grasso. Il tempo, che guarisce tutti i mali, lo fece crescere e perdere molti chili, portandolo alla fine della scuola dell'obbligo con un carattere molto diverso da quello che l'aveva accompagnato durante i primi anni tra i banchi.
    Giunto ai vent'anni, K aveva provato di tutto, tranne l'amore. Nell'età in cui la stragrande maggioranza delle persone quasi si sposava e faceva in tempo a divorziare, infatti, lui non aveva neanche mai lontanamente assaporato la parola "amare". Non ci pensava, si dedicava a uscire e a divertirsi con gli amici. Un giorno però, siccome tutte le cose desiderate a lungo arrivano quando meno ce l'aspettiamo, questo grande sentimento colpì anche lui. E lo travolse. Lo travolse perchè lui a questa persona si diede totalmente, diede tutto ciò che s'era tenuto dentro in tutti quegli anni, sentendosi al settimo cielo. All'inizio tutto era perfetto, poi, come tutte le belle favole che non appartengono ai libri, la cosa si sbriciolò pian piano. Fino a che K giunse di fronte all'amarissima verità: quella persona alla quale aveva dato tutto, non l'aveva mai amato. Una sensazione di schifo lo pervase. Si sentì usato, o per meglio dire preso in giro, e non voleva crederci. Andando a scorrere tra i ricordi le giornate passate insieme a quella persona, però, si rese conto che quel grande amore se l'era creato tutto da solo, ed esisteva esclusivamente nella sua testa e nel suo cuore. Rivide con nuovi occhi tanti piccoli particolari che prima vedeva attraverso il velo del cieco innamoramento, dovendo ammettere che la colpa del suo star male, in sostanza, era solo sua.
    Ritornò così al suo solito stile di vita, chiuso coi sentimenti ma aperto quando si trattava di rapporti sociali, di chiacchierare e di far ridere la gente. Ebbe altre vicende con altre ragazze, ma c'era sempre qualcosa che lo bloccava: una volta si trattò semplicemente di attuare il patetico metodo del chiodo scaccia chiodo, un altra (e questo si verificò molto spesso) di andare al di là del rapporto di amicizia. Quest'ultimo problema in particolare si poneva spesso perchè K, a differenza di quasi tutti gli uomini, non riusciva a cambiare modo di vedere una persona quando l'aveva inquadrata in un ruolo. In altre parole se una ragazza gli diventava amica, iniziava a confidarcisi e di consequenza faceva passare del tempo, gli diventava impossibile andare oltre. Anche nel caso in cui entrambi si piacessero molto.
    La storia di K non ha un lieto fine, nel senso che ancora non è finita. K nel frattempo continua a giocare con i suoi pensieri, fingendo di non riuscire ad instaurare rapporti sentimentali per via di migliaia di motivi, sapendo però benissimo che la sua terribile paura (che a molti apparirà insulsa) è e rimarrà una sola: la paura di innamorarsi di nuovo e ridarsi totalmente a una persona che lo potrebbe, per la seconda volta, abbandonare.