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October 31 Sul finire della notteLe gioie e i dolori
sembrano spegnersi
col finire della notte
Le auto
ritornano a casa
guidate da giovani e vecchi
che hanno cercato
felicità artificiali
Gli amanti s'incontrano
e si sentono giovani
o forse solamente liberi
dalla noia che li logora
I barboni
alla stazione centrale
si sdraiano
e contano i soldi
che serviranno a sopravvivere
e poter elemosinare
il giorno dopo
L'uomo coi fiori
October 29 Dialogo senza la controparteCiao
Ma tu non sei...?
Si, quella del terzo piano
Infatti, non mi sbagliavo... piacere Mauro
Bel nome, davvero...
Stavi uscendo?
Ah si? E cosa studi?
Ma dai... anche io!
A che anno stai?
Ah no, io ho quasi finito
Si infatti sto facendo la tesi
Su un autore americano
No no, un poeta
Già, un poeta contemporaneo
Si, hai ragione, non ti trattengo
A proposito, che fai stasera?
Dai, è venerdì, non dirmi che stai a casa
Ah, esci col tuo ragazzo...
Vabbè, ci si sente... ciao ciao
Solita sfiga... Senza titoloCosa devo farne
di questi tuoi occhi
se non contarne
tutti gli spicchi
dell'iride?
E di quelle labbra
che cambiano colore
come i petali delle rose
col passare delle stagioni?
Dimmi, ti prego
cosa fare del tuo odore
che ho nelle narici
da quando
la mia immaginazione
riuscii a fermare
il nostro tempo JackAveva ucciso l'ultima ragazza alle tre di notte d'un venerdì novembrino senza luna. Il cielo sopra i suoi capelli spruzzati di grigio pesava tonnellate, ed era nero come l'ebano. Le nuvole già da qualche ora minacciavano il suolo, ma neanche una goccia l'aveva ancora toccato.
L'uomo col cappello ed il mantello camminava misurando i passi, come fanno i soldati quando si muovono in un campo minato, col terrore di poter saltare da un momento all'altro. La figura della donna accasciata al suolo dietro di lui diventava sempre più piccola, andandosi a confondere tra le luminarie della città che si risvegliava. L'uomo si sporse sul fiume e gettò il coltello nell'acqua, seguendolo con lo sguardo finchè non andò ad incastrarsi nelle grate sottili delle chiuse che ricoprivano i filtri anti inquinamento. Gli sembrò di sentire il TLANG del rumore della lama sul ferro arrugginito, ma forse era solo lo stridere di qualche carrozza che fuggiva lontano, spezzando il silenzio che dominava le strade sopra di lui. Si girò, dando le spalle al fiume schiumoso. Il mantello rimase in balìa del vento ed emise rumori soffici come panna montata.
Adorava quel rumore. Chiuse gli occhi e se lo volle godere tutto.
October 27 In questo tuo mareVorrei nuotare
e dimenticare la riva
in questo mare
E poi perdermi
ed annegare
in questo tuo mare
Nel mare increspato
che hai negli occhi
e che non so consolare
Nel mare che mi osserva
e che vede un marinaio
incapace d'amare
Non ti paragonoNon so paragonarti
alla natura
al mare o al cielo
Non chiedermi
di vederti riflessa
in una banale goccia
o di sentire
il tuo nome
sibilato dal vento
Non saprei descriverti
come fanno tutti
e buttare giù
qualche banale verso
che sappia d'amore
Non so farlo perchè
non vedo altri che te
Vedo solo il tuo sorriso
L'unico che sa riempirmi il cuore
October 25 Eppure ancora ti sognoAncora ti sogno
Sorgi dalle pieghe della notte
per farmi compagnia
Ora che non sei più qui
Ora che non sei più mia
Non ti penso e non ti desidero
e non ti voglio e non ti amo
Ma ora è facile parlare
appeso come sono ad un ramo
Bugie e verità si rincorrevano
come le foglie nei mulinelli di vento
Ma solo adesso capisco che non capivo
e ancora non so dirti cosa sento
Di te m'è rimasto solo il riflesso
di parole per troppo tempo cercate
Di te m'è rimasto solo il riflesso
tra poche lacrime spezzate
Ho finito di cercare la felicità
ma non è un atto d'accusa
Forse anche lei mi odia
o forse è solo rimasta delusa
So che non leggerai tutto questo
ma se lo farai di certo sorriderai
Tu che non soffri e sei serena
Tu che non m'hai amato mai
Eppure...
Eppure...
Ancora ti sogno, sai?
October 22 Una delle mie solite filastrocche idioteEri solo un bambino
in quei giorni strani
quando i colori delle foglie
erano caldi come le tue mani
Giocavi a nascondino
coprendoti il viso
come fanno gli adulti
mascherandolo con un sorriso
Tua madre la ricordi
per il troppo affetto
per quei gesti mai compresi
compiuti nello stesso letto
E tuo padre che rincasava
senza memoria
portando con se l'odore
d'una vita senza storia
Gli alberi erano in fiamme
in quell'autunno lento
e tu che chiedevi e fuggivi l'amore
sospinto dal peso del vento
L'amore alla fine arrivò
nel momento più inaspettato
ma non potevi sapere
che t'avrebbe presto abbandonato
Decisi così
di non farti più toccare
decisi che fino alla fine
non avresti più voluto amare
Ma in un giorno d'ottobre
mentre giocavi alla guerra
il passato ritornò
sbattendo i tuoi sogni per terra
Capisti allora
che non esiste via d'uscita
e facesti la tua scelta
togliendoti la vita
Moristì così
senza più le tue ali
moristì come un soldato semplice
circondato da generali
October 20 Sotto il campanileSotto il campanile
c'è chi si sposa
e sembra un attore
Ma non sa, o non vuol sapere
che l'amor legato
sarà solo traditore
Sotto il campanile
c'è chi invece ci va sdraiato
diretto al cimitero
Tra le facce che lo seguono
ce n'è sempre almeno una
che piange per davvero
Sotto il campanile
c'è infine
un ultimo tipo di persone
Ci son quelli, come me
che ne vogliono solo
sentire il rumore
October 17 Ragazza tristeChe cosa brilla sul tuo viso? E' una lacrima, vero? Si, non posso sbagliarmi E' una lacrima Le persone intorno ti scansano Ad essi piace il sorriso Ma quando t'ho visto abbassare il capo ho ringraziato ciò che ti affliggeva Perchè in quel momento t'ho amata alla follia T'ho amata perchè eri così semplicemente triste October 16 Tra la genteSei tra la gente
Non vedo altro
che i tuoi capelli
accarezzati dal vento
tra migliaia di cuori
Scompari e riappari
come l'oscuro delle mie palpebre
in un rapido
battito di ciglia
Non so quante volte
ho desiderato sfiorarti
e vederti in viso
e scoprire i tuoi pensieri
No, non voltarti adesso
Voglio ancora godere
di quegli attimi infiniti
che mi separano dalla realtà
Sei tu, sono io, sono dentro di te
Non è vero ciò che si dice
Io riesco ad amarti
Anche se non t'ho mai incontrata
Sei con me
Un foglio bianco (PER TE)Può forse
questo misero
pezzo di carta
impregnarsi
del mio essere?
Può forse
ripetere
i battiti
del mio cuore?
Provo a scrivere
questa poesia
per dirti che
questo foglio bianco
può solo accogliere
le mie lacrime
Provo a scrivere
questa poesia
per farti capire
che nulla
potrà mai ricevere
il mio amore
come fai tu October 15 In ognuna ci sei tuCosì come Eco
preferì diventare foglia
e perdersi nel vento
per il troppo amore di Narciso
Io mi nutro di te
e mi perdo tra le gocce
che cadono sul viale
pieno delle nostre risa
In ogni goccia ci sei tu
October 12 Ti amo d'un amore inutileTi amo
Salvami dal silenzio
che ci divideva
e che sopravvive
ancora
Il tuo modo di guardarmi
ed il mio di fuggirti
erano differenti
ma fratelli, lo sai
Non ho saputo amarti
perchè non so vivere
Ma ti amo, ora ne sono certo
Ti amo quant'è vero che
quando scrivo di te
mi trema la mano
e mi cede il cuore
Ti amo
d'un amore ormai
inutile
October 09 Zefiro/7"Non ti ho mai visto piangere"
"E non credo mi ci vedrai ancora"
Si può amare talmente tanto una persona e non essere più in grado di dare lo stesso sentimento una seconda volta? Per la prima volta nella sua vita, Zefiro si pose questa domanda. Prima sarebbe stato impossibile anche solo nominare la parola amore, per lui. Lui che era quello che si dice uno "sciupafemmine": bello, abbastanza ricco, intelligente, scrittore. Non gli interessava altro che eccellere nei suoi romanzi e cercare donne per aumentare il suo personale libretto di caccia. Era scialbo e patetico, ma a lui piaceva così. Finchè non s'innamorò. E allora cambiò tutto.
"Non te la senti di raccontarmi niente?"
"Cosa vuoi che ti dica? Ormai è finito tutto. Chiuso, cancellato. Fine"
La vita è strana. E' strana davvero. Soprattutto quella di Zefiro. E' un uomo con una vita particolare ed un nome altrettanto inusuale. Il nome era del suo cane, pensate. Il suo cane (che lui considerava l'unica forma di amore puro esistente al mondo), morì quando lui era piccolo, schiacciato dalle ruote di un Tir. Da quel momento decise di farsi chiamare come il suo animale. Lo disse ai suoi genitori, ai suoi amici, a chiunque. Il suo vero nome non ha importanza, come non lo ha quello della ragazza che gli chiese in prestito il cuore senza darlo indietro.
"Fa freddino stanotte, torniamo a casa"
"Mi spieghi cos'è successo con gli altri?"
"Ecco, meno male, cambiamo argomento. E' successo che qualcosa è cambiato, e rimarrà tale"
"Cioè?"
"Cioè che certe persone ora le vedo sotto una diversa luce, molto più buia della precedente. O molto più luminosa, dipende dai punti di vista"
L'amicizia, l'amore, i soldi, il potere, il danaro, il sesso. Tutto questo fa girare il mondo da sempre. Ma l'amicizia, per certi versi, è superiore a qualunque altra cosa, perchè se coltivata bene resta immutata per sempre. L'amore, si sa, è facile che sfiorisca, che gli attori della Grande Farsa vengano sostituiti anche all'ultimo momento. Nell'amicizia ciò non accade, forse perchè non c'è un grande coinvolgimento sentimentale, non ci sono interessi di alcun tipo (almeno dovrebbe essere così), non ci sono invidie o gelosie. Zefiro pensava e rimuginava tutto questo in quella nottata fredda, trascorsa a bere col suo amico e a parlare e a guardare la pallida luna madreperlacea.
"Non mi venire a dire che tu sei un santo, però"
"Assolutamente. Io sono il primo degli stronzi e degli egoisti, quando mi ci metto. Ma non sono falso, quello no, te lo posso giurare"
"Falsità, verità, ma che sono alla fine? Ognuno segue i propri interessi e nient'altro"
"Si, è vero. Com'è vero che ho sempre sbagliato a credere in un gruppo saldo. L'amicizia vera può sorgere solo tra due persone"
"Lo penso anche io"
Un cane abbaiò in una via laterale. Uscì di corsa passando di fronte a loro rincorrendo un gatto che s'intrufolò in un buco troppo piccolo per il cacciatore. Deluso, l'animale trotterellò verso il limitare della piazza. I due amici si alzarano, e Zefiro senza neanche pensarci corse verso il cane. Si avvicinò, s'inginocchiò, e si mise ad accarezzarlo. Il cane stava fermo e si faceva coccolare, guardandolo con profondi ed acquosi occhi neri. Ogni tanto guaiva alla luna, scodinzolando senza sosta. L'amico raggiunse i due fermi vicino sotto l'arco che dava sulla via principale. S'inginocchiò e, guardando bene Zefiro alla luce bianca, vide che piangeva.
"Non ti ho mai visto piangere"
"E non credo mi ci vedrai ancora"
Appena finirono di parlare il cane, come udito un richiamo lontano, fuggì via.
"Chissà dove va così di fretta..."
"Forse sta semplicemente andando a casa"
Per te (per me)Tutto è per te
Per te che sei così semplice
e così silenziosa
Per te che ridi di cose banali
e non te ne vergogni
Per te che quando mi guardi
non so mentirti
Per te che mai proverai
quello che provo io
Per te, si proprio per te
che vedi quest'amore
così puro
così vero
così inafferrabile
e non lo riconosci
Per me che non saprò mai chiederti
di abbracciarmi
come sai fare tu |
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